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valori che crescono nel tempo

News & Commenti mensili

16/08/2022

Commento mensile luglio 2022

Popso (Suisse) Investment Fund SICAV

Macro e Asset Allocation
 

USA

Negli Stati Uniti l'indice delle sorprese economiche ha ricominciato a scendere dopo che i dati di settimana scorsa sono stati particolarmente negativi e inferiori alle attese su diversi fronti. Innanzitutto l'indice di fiducia del settore immobiliare, il Philadelphia Fed Business Outlook e gli S&P Global PMI preliminari di luglio hanno tutti mostrato la crescente difficoltà dell'economia Usa con dati in forte calo e generalmente sotto alle attese. In particolare il lato servizi dei PMI ha corretto molto al ribasso andando a 47.0 contro attese a 52.7. L'inflazione al consumo (CPI) ha ancora una volta sorpreso al rialzo rispetto alle stime degli economisti, con un +9.1% yoy contro +8.8%. Il PPI (prezzi alla produzione) ha anch'esso sorpreso al rialzo con +11.3% yoy, ma non nella componente Core, uscita in linea. Intanto è sceso in modo preoccupante il sondaggio di fiducia delle piccole imprese a 89.5, molto sotto alle attese. Le vendite al dettaglio di giugno sono state stimate a +1.0% mom contro attese al +0.9%. La consumer confidence (U. of Mich.) di luglio risulta pari a 51.1 contro attese a 50.0, meglio delle attese ma ancora molto bassa.
 

EUROZONA e SVIZZERA

Nella Zona Euro gli S&P Global PMI preliminari di luglio sono scesi molto, ben oltre le attese, sia sul lato Manufacturing che Services, con il Composite a 49.4 (attese a 51.0). Questi dati stridono con lo storico rialzo dei tassi di 0.5% da parte della BCE. Non che sia la prima volta che le banche centrali si muovono con un certo ritardo. Intanto la fiducia dei consumatori è scesa a nuovi minimi dell'anno. La produzione industriale di maggio si è rivelata superiore alle attese con un +0.8% mom contro il +0.3%. Ancora molto male però le registrazioni di nuove auto in Europa a giugno, che si sono attestate al -15.4% yoy.
 

ASIA

In Cina la banca centrale ha mantenuto invariati i tassi d'interesse. Non ci sono altre novità macro ma, a giudicare dai dati di export di altri paesi asiatici come Giappone, Taiwan e Corea, l'area sembra godere di una relativa stabilità rispetto a Usa ed Europa, grazie anche a un ciclo di politica monetaria asincrono. Tutti i dati macro cinesi e asiatici vanno però letti con una certa cautela perché ci sono effetti di aperture e chiusure per Covid che possono creare confusione. La crescita del Pil nel secondo trimestre è stata pari al +0.4% yoy contro attese al +1.2%. In giugno però la ripresa di vendite al dettaglio produzione industriale e investimenti fissi è stata buona. Rimane invece debole l'attività del settore immobiliare, con vendite al -23% yoy. In positivo, c'è il dato di nuovi prestiti e di crescita degli aggregati monetari. Da questi dati sembra che le autorità vogliano spingere ancora sul credito e sugli investimenti in infrastrutture per dare una spinta alla crescita del paese.

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13/07/2022

Commento mensile giugno 2022

Popso (Suisse) Investment Fund SICAV

Macro e Asset Allocation
 

USA

Negli Stati Uniti continuano a giungere segnali di debolezza sulla crescita. La fiducia dei consumatori a giugno ha registrato un forte peggioramento della componente prospettica su cui hanno pesato le crescenti preoccupazioni sull’inflazione. La spesa per consumi in termini reali è risultata in contrazione più delle attese, appesantita dal forte calo delle spese per beni durevoli, in particolare le auto. A deprimere il sentiment ha contribuito anche la revisione al ribasso dei dati dei quattro mesi precedenti che ha portato la Fed di Atlanta a ridurre le stime del PIL del secondo trimestre da 0.3% a -1%. Questa stima, se confermata, significherebbe recessione tecnica dopo il -1.6% del primo trimestre. L’indice ISM manifatturiero in giugno è uscito in calo rispetto al precedente e sotto le aspettative. L’unico segnale incoraggiante è il rallentamento dell’inflazione misurata dal PCE core, variabile di riferimento della Fed, che a maggio è rallentato al 4.7%. Ha deluso infine anche il dato sull’indice manifatturiero di Richmond.
 

EUROZONA e SVIZZERA

Continua ad accelerare l'inflazione dell'Eurozona che a giugno fa peggio delle aspettative mentre quella “core” (che esclude energia, cibo e tabacchi) registra un dato del 3.7%, leggermente inferiore alle attese, pari al 3.9%. Brutti segnali da parte degli indici PMI, usciti in deciso calo e sotto le attese, evidenziando un crollo della fiducia delle imprese accompagnato da un’altra rapida accelerazione dei prezzi. Hanno sorpreso in negativo anche quelli statunitensi, con l’indice composite tornato sui livelli di inizio anno. All’interno del dato si evidenzia soprattutto un forte calo della componente nuovi ordini ed esportazioni, tornati in fase di contrazione per la prima volta da metà 2020. La componente prezzi, seppur rimanendo su livelli elevati, è leggermente scesa, suggerendo che la fase di maggiori pressioni al rialzo potrebbe essere superata.
La BNS ha sorpreso i mercati con una mossa di rialzo dei tassi d’interesse anticipata rispetto alla BCE e di entità importante (0.5%). Il rafforzamento del franco svizzero che ne è seguito dovrebbe ulteriormente proteggere il paese dai picchi di inflazione, anche se la crescita del CPI (+3.4% yoy a giugno) non accenna ad arrestarsi nemmeno qui.
 

ASIA

La Cina evidenzia un rimbalzo importante e superiore alle attese degli indici di fiducia delle imprese, grazie alle riaperture e, probabilmente, ai primi effetti visibili delle tante piccole misure adottate dalle autorità negli ultimi mesi a sostegno della crescita. Gli indici PMI sono tornati in area di espansione per la prima volta da febbraio. In particolare, quello non manifatturiero è salito ben oltre le attese con un forte rialzo registrato dal comparto costruzioni.

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20/06/2022

Commento mensile maggio 2022

Popso (Suisse) Investment Fund SICAV

Macro e Asset Allocation
 

USA

Negli Usa gli indici ISM di aprile pubblicati hanno evidenziato un calo inatteso sia per la componente industriale che per quella dei servizi, pur rimanendo entrambi abbondantemente sopra a 50 (rispettivamente 55.4 e 57.1). Prosegue il calo del sotto-indice dei nuovi ordini industriali a 53.5, mentre il sotto-indice relativo all'occupazione passa da 56.3 a 50.9. A tal proposito, l'Employment Report di aprile ha mostrato che la formazione di posti di lavoro procede solida (428k non-farm payrolls vs attese a 380k), sebbene il tasso di disoccupazione sia salito al 3.6% (ciò deriva dal fatto che si tratta di due sondaggi separati). Per ora comunque le preoccupazioni sul mercato del lavoro sembrano premature. Stupisce la buona tenuta a marzo del mercato immobiliare, con nuovi cantieri e nuovi permessi di costruzione stabili, contro attese di moderato calo. A preoccupare invece è il dato dell’inflazione di aprile che, con un +8.3% su base annua, è salita ancora più delle attese (+8.1%).
 

EUROZONA e SVIZZERA

Nella Zona Euro l'indice S&P Global Eurozone Manufacturing PMI di aprile ha fatto segnare 55.5, dato in lieve calo rispetto al dato precedente di 56.5. Lo stesso PMI relativo ai servizi è invece cresciuto a 57.7 da 55.6. Scendono invece su tutta la linea (servizi, industria, consumatori) i sondaggi di fiducia di aprile della Commissione Europea. La disoccupazione a marzo è stabile al 6.8%, mentre sia le vendite al dettaglio che la produzione industriale sono scese a marzo nel paragone con febbraio. Con un PPI yoy che fa segnare a marzo +36.8%, non è così lontana la condizione di stagflazione, nonostante i buoni PMI.
 

ASIA

In Cina la produzione industriale è cresciuta del +5% yoy (attese a +4%) e le vendite al dettaglio sono invece calate del -3.5% yoy (attese a -3%). I dati mostrano che l'economia cinese continua ad avere problemi nonostante la spinta a livello di investimenti fissi: i consumi risentono delle misure anti-Covid e nei dati di aprile sarà ancora più evidente, mentre l'immobiliare è ancora in grossa difficoltà. Questa situazione sta portando debolezza alla valuta cinese e per questo motivo la Cina ha tagliato di 1% le riserve in valute estere delle banche. I PMI Manufacturing sono scesi ampiamente sotto a 50, mentre quelli sul lato servizi sono letteralmente crollati in area 40 per effetto dei lockdown nelle principali città del paese.

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16/02/2022
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